Two forks e Momi Ramen Alla scoperta dei due ristoranti americani progettati dall'interior designer italiana Gaia Nodari con West Chin Architects

two forks - gaia nodari

Two forks

Avete in programma un viaggio a New York o qualche giorno di mare negli Hamptons? Allora ho qui due suggerimenti per allietare i vostri pasti: Two forks e Momi Ramen. Due locali che, sono sicura, vi conquisteranno subito con la loro atmosfera calda e rilassata. E che, per giunta, portano la firma di una giovane interior designer italiana: Gaia Nodari. Eh sì, giovane ma con un portfolio molto ricco e interessante. Infatti Gaia, a soli 31 anni, ha realizzato già diversi progetti importanti, collaborando a Milano con gli architetti di RGA Studio per i quali ha disegnato i ristoranti Erba Brusca e Ratanà e a New York, dove si è trasferita nel 2015, con il noto studio dell’architetto West Chin per cui ha seguito il design di Two forks e Momi Ramen, oltre a progetti di residenze private.

two forks - gaia nodari

Two forks

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Two forks

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Two forks

Two forks è una catena di ristoranti nata dall’idea di ripensare il concetto americano di Fast Food, promuovendo una cucina veloce e gustosa, ma, nello stesso tempo, salutare e naturale. Un obiettivo che si è tradotto nell’interior attraverso l’utilizzo di materiali grezzi e sostenibili. Le boiserie, per esempio, sono state realizzate con legno recuperato da case di campagna dell’Upstate New York e sono state posate sulle pareti in modo da evocare una vecchia staccionata. Mentre la rete sul muro, alle spalle del bancone principale, richiama la rete di protezione per gli animali che c’è nelle fattorie. A introdurre nell’ambiente un twist contemporaneo, ricordandoci che siamo a Manhattan e non in campagna, ci sono le insegne al neon e le lampade in ottone di Lambert & Fils.

momi ramen - gaia nodari

Momi Ramen

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Momi Ramen

momi ramen - gaia nodari

Momi Ramen

momi ramen - gaia nodari

Momi Ramen

Momi Ramen è un ristorante giapponese e si trova negli Hamptons, una rinomata località di vacanza vicino a New York. In questo caso bisognava ripensare un edificio esistente che godeva di poca luce naturale e connessione con l’esterno. Da qui la scelta di aprire grandi finestre, con affaccio sulle spiagge del sud di Long Island, e di ridistribuire le pareti divisorie. Mentre l’omaggio alla cultura giapponese è nell’utilizzo del legno bruciato per le boiserie, una particolare tecnica nipponica di trattamento del legno.

A completare il quadro, i murales che mostrano la penisola di Long Island, di cui gli Hamptons fanno parte, che dall’alto ricorda un pesce, avvolta da noodles, semi di soia e uova. E la favolosa selezione di arredi e complementi tra cui spiccano il grande tavolo comune in legno, le School Chair di Gus Modern e le sospensioni Vessel di Decode che già nel nome suggeriscono di sentirsi a loro agio nell’ambiente marino degli Hamptons.

Allora, cosa ne pensate? Questi ristoranti sono riusciti a stuzzicare il vostro appetito?

Progettazione, design degli interni e dell’arredo: Gaia Nodari in collaborazione con West Chin Architects.

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